Le gaite

Bevagna (PG)



Notizie storiche
Il Mercato delle Gaite, si pone come obiettivo principale quello di riproporre uno spaccato dell'economia cittadina del basso Medioevo. Il mercato, da sempre luogo di incontro e di scambio, qui diventa, dunque, un'occasione di rievocazione, di rappresentazioni della vita quotidiana e riproposta delle lavorazioni dei prodotti artigianali locali, secondo metodi e procedure medievali. Documento storico di riferimento, è stato il "Liber Statutorum antique Mnavie" risalente all'edizione del sec. XVI. Da questo statuto di sono ripresi i momenti più significativi della festa che ripropone, non solo le antiche magistrature cittadine, ma anche la vita sociale ed economica della Città di Bevagna nel Medioevo.
Nella piazza Maggiore, i punti privilegiati erano le trasanne, dove si vendevano, oltre al pane, alla frutta e alle spezie, anche il sale ed il pesce. Per la vendita del vino, il Camerario, dietro pagamento di una tassa, apponeva i sigilli ai vasi che, secondo le capacità, prendevano il nome di pitictum, mezzetto e foglietta.
Sulle scale del Palazzo Comunale, sulle logge antistanti il carcere ed il macello, si vendeva il pesce, soprattutto tinche e lasche, il cui prezzo era stabilito dal Podestà. Il martedì, giorno di mercato, le pelli degli animali, scuoiate in appositi canalini, erano messe ad asciugare per la strada e poi vendute. La canapa era un prodotto particolarmente importante e si vendeva nel forum canapae, la cui produzione e lavorazione saranno fiorenti fino al Settecento.
Ogni Gaita contribuisce alla realizzazione del mercato, tenendo conto delle indicazioni statutarie del territorio comunale posto sotto la propria giurisdizione.
Nella Gaita San Giorgio, che allestisce il mercato partendo da piazza Filippo Silvestri prosegue lungo corso Matteotti (lato destro), si possono trovare le botteghe artigiane dei sarti, dei falegnami, dei muratori, degli scalpellini, dei funari e banchi di varia mercanzia. Il mercato della Gaita San Giovanni, che parte da Piazza Filippo Silvestri, prosegue lungo corso Matteotti (lato sinistro), si snoda nei vicoli intorno alla Chiesa di San Francesco ed intorno ai resti del Teatro Romano. L'intero quartiere è animato da mercanti in costume d'epoca, banchi e botteghe, tra cui la valchiera, bottega per la produzione della carta, ed il mulino per il grano.
La Gaita Santa Maria, parte da piazza Filino Silvestri e prosegue lungo corso Amendola: qui si trovano la bottega dell'orafo, l'opificio per la produzione e la lavorazione della seta, il tutto ricostruito con assoluta fedeltà storica. Particolare il torcitoio circolare, a trazione umana che è collocato nelle Logge del Mercato Coperto.
La Gaita San Pietro, inizia il mercato sempre da piazza Filippo Silvestri e si snoda lungo corso Amendola. Percorrendo stretti vicoli, si arriva all'originale bottega dello speziale ed il laboratorio della cereria. Nel vicolo dei Forni, si trovano le botteghe dei vasai e degli scalpellini e, proseguendo, si arriva al Monastero dove si possono visitare i locali nei quali è stato realizzato lo scriptorium.
Lungo l'intero percorso delle Gaite, suonatori con antiche melodie accompagnano le fanciulle che danzano balli medievali circondati da figuranti in costume che ripropongono suggestive scene di vita quotidiana e ricreano l'atmosfera e la festosità dell'epoca.