Giostra della Quintana
Foligno (PG)
Notizie storiche
Come scrive Fiorella Giacalone nel suo libro La Quintana tra guerra, gioco e potere: "In Umbria giostre e tornei erano già diffusi in età comunale per feste padronali e fiere, e la Quintana di Foligno, pur se datata 1613, nei termini in cui si svolge ancora oggi, ha un passato ben più ampio, avendo notizie di tornei folignati nel XII secolo e di una Quintana svoltasi nel 1448 per la festa di San Feliciano, come viene documentato dallo Zama. La giostra diventa nel tempo prova d'abilità personale del cavaliere, condotta nel rispetto delle antiche usanze cavalleresche ma dove il gioco e il valore sono prevalenti sul fatto d'armi".
In altri autorevoli testi di Daniele Amoni ("Il Folklore in Umbria") e Mauro Limiti ("Folklore in Umbria"), si legge che: "La quintana costò, la bella somma di cento scudi d'oro. Nell'anno del Signore 1603, quando venne pagata, anzi quando fu donata, i cento scudi d'oro erano una somma considerevole, che solo un uomo molto ricco sarebbe stato in grado di offrire. In questo caso, il mecenate aveva un nome più che rispettabile: si trattava del capitano Giulio Franchini, uomo d'arme, personaggio in vista, nobile e ricco. Sugli scopi della donazione, il capitano fu chiaro ed irremovibile. I cento scudi d'oro dovevano servire, come poi avvenne, all'organizzazione di una giostra da correre in occasione della festa del patrono della città, cioè il giorno di San Feliciano o in altra data durante il carnevale. Il capitano fu tassativo anche su un altro punto: la giostra doveva essere una manifestazione riservata ai nobili di Foligno. Gli aristocratici si divertivano giocando alla quintana e il popolo assisteva allo spettacolo di quelli che si divertivano".
La prima Quintana, fu corsa il 10 febbraio 1613. Secondo Daniele Amoni la denominazione di "Quintana" viene dal nome di una via dell'accampamento romano nel quale aveva luogo l'addestramento dei soldati. Questi si esercitavano all'uso delle armi, in particolare della lancia, scagliandosi contro un fantoccio e cercando d'infilare con la punta dell'arma un anello che il simulacro teneva appeso ad una mano.
Il grande corteo storico, che fa da cornice alla quintana, parte dalla piazza principale di Foligno e si snoda per le sue strade, dirigendosi verso il "campo d'arme": qui è stato innalzato un palco d'onore, sul quale prendono posto le autorità della giostra e le numerose dame che le accompagnano. L'eleganza, la preziosità ed il cromatismo, sono gli elementi primari che distinguono questo corteo storico, dagli altri cortei nazionali che solitamente richiamano costumi di periodi storici anteriori, dal Trecento, al Quattrocento, al primo Cinquecento.
Nel corteo storico di Foligno, sfilano morbidi velluti, preziosi broccati, lini dai tenui colori e veli trasparenti, arricchiti di splendidi ricami, merletti e passamanerie.
Nulla viene lasciato al caso: le acconciature femminili sono fantasiose ed ispirate a celebri dipinti dell'epoca; i cappelli dei cavalieri, sono quei larghi feltri piumati che indossavano anche i celebri Moschettieri del Re. Le dame, si adornano di splendidi gioielli ispirati a modelli seicenteschi, di cui Francia ed Italia erano maestre, e che fanno bella mostra sulle generose scollature dei costumi, impreziositi da incrostazioni di perle e pietre preziose.
Seguono il corteo: il magnifico cancelliere, il gonfaloniere, i priori dei dieci rioni, alcuni reparti di archibugieri, gli alfieri con le insegne e gli stendardi, gli alabardieri. Non mancano i cavalieri con i loro valletti. La sfida sul campo è una gara di bravura. Per assegnare il palio, lo stendardo che premia il rione vittorioso, si calcolano gli anelli infilati con le lance e i tempi impiegati nella galoppata. La prima gara della quintana, nel 1613, fu vinta dal cavaliere Fedele, il cui vero nome era Bartolomeo Gregori; al secondo posto si classificò il cavaliere Confidente, al secolo Cesare Barnabò.