Merletto di Irlanda, Scuola Marchesa Guglielmi (Ireland lace, marchesa Guglielmi school)

Isola Maggiore, Lago Trasimeno (PG)

Sede di svolgimento del corso: Perugia

Notizie storiche
Trattasi di merletti eseguiti all'uncinetto con filato sottile, che riproducono motivi prevalentemente floreali. Alla fine del XIX secolo, il marchese e senatore Giacinto Guglielmi, acquistò il Convento dei Frati minori Osservanti e Zoccolanti, legato, secondo la leggenda, allo sbarco di San Francesco sull'isola il giorno delle ceneri del 1211, e lo trasformò, insieme alla moglie, in un lussuoso castello a cui diede il nome di "Villa Isabella". In realtà, fu la figlia, la marchesa Elena, a contribuire in modo determinante, al nuovo benessere dell'isola. Nel 1904, infatti, fondò una scuola di merletto all'uncinetto per le donne del paese che permise loro di migliorare il basso tenore di vita dell'Isola. Fece venire una maestra dall'Irlanda per insegnare alle giovani il lavoro che da allora prese il nome, appunto, di "pizzo di Irlanda", poiché si ispirava ad un antico merletto ad ago detto Youghal. Le mogli dei pescatori, già abili nel confezionare e riparare le reti dei mariti, sotto la guida di un'altra maestra isolana Elvira Tosetti in De Santis (1868 – 1951), divennero ben presto, abili esecutrici del merletto. Usato soprattutto per i corredi da sposa e considerati segni di distinzione nella biancheria di signore e signorine, la lavorazione del Merletto di Irlanda, proseguì grazie all'instancabile opera della signora Maria Vittoria Semolesti (1923 –1994). Dopo la sua scomparsa, la tradizione rischia sempre di più di perdere i suoi tratti caratteristici. I punti più utilizzati nella tecnica, sono maglia bassissima, bassa, alta, altissima e catenella, mentre i motivi ornamentali più ricorrenti, sono quelli floreali, tra cui spicca la rosetta in rilievo formata da diversi petali, ma anche stelline di differenti forme geometriche ed anellini. Il tutto unito da una rete in cui si compongono motivi arabescanti, dalle molteplici applicazioni, utilizzate per realizzare centrini, colletti e preziosi inserti. Ancora oggi, a Isola Maggiore si lavorano merletti secondo gli antichi schemi e disegni, ma è sempre più difficile trovarli riprodotti con filo sottilissimo, in quelle minute lavorazioni con cui si eseguivano un tempo. A salvaguardia del patrimonio artistico, l'Amministrazione comunale di Tuoro (il comune cui l'Isola appartiene), ha promosso l'allestimento di un Museo dove si possono ammirare alcuni preziosi capolavori con trine e merletti eseguiti a "pizzo di Irlanda".

Fonte testi e immagini: G. Porpora, "Il Punto umbro nella collezione Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation"
G. Porpora, cofanetto pubblicitario blu per Arti Decorative Italiane, Perugia, 1999