Corso di Punto Francescano o Assisi

Sede di svolgimento del corso: Perugia

Notizie storiche
Il punto Assisi o Francescano, si esegue come il punto croce con la differenza che si ricamano prima i contorni del motivo con il punto scritto o d'Holbein, utilizzando un filato molto più scuro (blu notte, marrone, nero), poi si riempiono i fondi in azzurro, rosso, ruggine, verde, giallo zafferano. In commercio si trova un'omonima tela da ricamo (tela Assisi), a trama regolare garantita. Nella sezione dedicata alle Industrie Femminili Assisane (nel catalogo delle Industrie Femminili Italiane del 1906, n.d.r.), Maria Bartocci Rossi, presidente del Comitato direttivo, intorno al 1906, scrive: "Le industrie femminili hanno avuto anche fra noi uno svolgimento particolare, ed hanno assunto uno speciale carattere derivante in gran parte dalle condizioni storiche, artistiche naturali di questa regione. La città nostra sorge mite e solitaria sopra una collina che sfaldasi quasi a' piedi del Monte Subasio circondata tutta da un bosco argenteo di olivi, affacciata e protesa verso il vasto e verdissimo piano che si distende a lei dinanzi, chiusa da un semicerchio lontano di ridenti colline che sfumano entro tenui vapori, immergendosi e quasi perdendosi nel puro azzurro dell'umbro cielo meraviglioso. Questa mistica sede fu culla prediletta di anime soavi e solitarie che qui si raccolsero nel silenzio meditativo ed operoso del chiostro; e molti vecchi castelli già strumenti di lotte superbe e feroci, si convertirono in dolce asilo di teneri spiriti femminili, ivi raccolti da un comune ideale di pace e di lavoro. I conventi delle Clarisse, costantemente ispirandosi alla loro gloriosa fondatrice, mantennero di preferenza l'arte del ricamo e del merletto, dedicando la parte maggiore e migliore dei loro lavori all'ornamento delle Chiese Francescane. Nella basilica di S. Francesco si conserva una grande quantità di parati preziosissimi veramente degni di trovarsi insieme a tante altre manifestazioni dell'italico genio. Le monache benedettine anch'esse coltivarono sempre con grande amore, ottenendo risultati eccellenti, i più delicati lavori femminili. L'Istituto di S. Giuseppe è oggi tenuto da varie suore di quest'ordine, e quanto esso prosperi e dia ottimi resultati lo dimostra il numero delle alunne che vi vengono educate egregiamente, in un magnifico vasto locale pieno di aria e di luce, disposto secondo le migliori norme igieniche e didattiche. La scuola però che ha conservato e propagato da circa due secoli le vere tradizioni del ricamo in seta, oro ed argento, è quella del Monastero del Giglio, così denominata dalla pia fondatrice Angela del Giglio venuta da Vicenza nel 1702. In questa Scuola conservasi ancora l'arte del griccio, consistente nel piegare a mano con disegni artistici e geometrici le stoffe dei camici e di altri paramenti sacri. Quest'arte è quasi sconosciuta nelle altre regioni d'Italia; questa scuola è fiorentissima, e molte abili lavoratrici fanno fede della eccellenza del metodo d'insegnamento che da più di due secoli viene impartito da quelle brave suore alle giovani di Assisi. Due orfanotrofi, l'uno mantenuto dalla Congregazione di Carità e l'altro dalla munificente contessa Camilla Mancurti di Roma, raccolgono circa 80 giovinette povere della città, educandole il primo più specialmente nei lavori in bianco, ed il secondo nelle arti tessili. Da circa tre anni poi per iniziativa della nobil donna Enrichetta Locatelli Pucci, è sorto un laboratorio e ricreatorio festivo per le giovani abbandonate e pericolanti. I lavori di questo istituto sono venduti in gran parte all'estero e più specialmente in Francia e nelle lontane Americhe: in minor quantità in Italia, a causa dell'elevato prezzo che raggiungono, dato il loro costo di produzione. Abbiamo infine, sorta da pochi mesi, con tutto l'ardore di una giovinezza veramente promettente, una sezione delle Industrie Femminili Italiane. Quando la contessa Cora di Brazzà, nella estate scorsa, gettava i primi fecondi semi di questa novella istituzione, non si sarebbe sperato che di un subito avrebbe quella buona semente dato alberi e frutti. Tutti erano di accordo nel riconoscere Assisi ottima sede per dare ospitalità al novello istituto, ma ciascuno di noi, pur confidente e lieto di speranza, credeva all'uopo necessario un più lungo periodo di preparazione. Ed ecco che arditamente partecipa alla grande Esposizione di Milano portandovi nella Mostra delle Industrie Femminili Italiane un primo tenuissimo contributo di fraterno lavoro. Ma come si è riusciti a tanto in un tempo sì breve? Lo abbiamo già detto: per le specialissime attitudini artistiche delle nostre brave lavoratrici, ed in particolar modo per la viva ispirazione accesa nel cuore e nelle menti di ognuna, della benemerita fondatrice ed in fine per l'ordinamento dato al nascente Comitato da chi con intelligenza e cura presiede e dirige la civile e laboriosa associazione. Nel Consiglio direttivo sono divise con saggio criterio le varie attribuzioni intorno alle quali si raccoglie ben distinta l'opera assidua ed amorosa di ognuna; il risultato di tutte queste energie viene riunito e fuso in un tutto omogeneo ed organico dall'ufficio di presidenza. Il segreto della vita presente e dell'incremento avvenire di tale istituzione, sta appunto nella grande concordia degli animi e nella operosità fiduciosa e paziente. Sino ad ora tali precipue virtù, hanno brillato fulgide e purissime, né v'ha ragione perché non debbono continuare a risplendere della stessa luce benefica e vivificante. Intratteniamoci brevemente sopra alcuni fra i primi lavori eseguiti. In tutti domina la linea ed il colore della mirabile decorazione francescana; infatti i disegni vennero scelti con intelligente cura da vecchi affreschi e da antichi drappi, dei quali sono ricche particolarmente le chiese di Assisi e molti piccoli oratori perduti nei luoghi più remoti e nascosti di queste verdi e ridenti campagne, gemme preziose di arte in mezzo alle austere e soavi bellezze di una natura privilegiata. Notiamo alcuni galloni di seta di diversa altezza, riproducente, in tutta la dolce armonia del disegno e della disposizione e fusione dei colori, la più bella decorazione grottesca. Tali bordature sono poi di assai pratica utilità, sia per ornare in modo originale ed elegante abiti da signora, sia anche per decorare riccamente tappezzerie. Vengono con gli stessi disegni di questi artistici bordi, ricavati pure dalle magnifiche vetrate a colori del secolo XIV e XV della Basilica Francescana, eseguiti dei porta-monete per signora, molto ammirati. Pregevoli riescono anche ed assai caratteristici i portamonete per uomo in pelle bulinati con ornati geometrici francescani. L'attenzione viene pur richiamata da alcuni asciugamani con bordi a punto in croce con cotone ruggine su disegni originali del secolo XIV e XV raffiguranti strani animali ed ornati caratteristici. Fra tutti spicca per semplicità austera e fine eleganza un asciugamano ricamato su disegni rilevati dallo storico camice che S. Chiara eseguì e donò a S. Francesco: è ricco di figure geometriche rappresentanti cervi e colombine alternativamente disposti con finissima e mirabile arte. Sono anche ammirate le tovaglie da thè, ricamate in seta lavabile bleu antico con ricami giallo oro e nero, su disegni favoriti con estrema cortesia dalla signora Nice Pasi del Comitato di Patronato per le I.F.I."

Fonte testi e immagini: G. Porpora, in "Le Industrie Femminili Italiane", ristampa implementata del catalogo del 1906 della grande Esposizione di Milano