Tombolo (Bobbin Lace)
Scuola Romeyne Robert Ranieri di Sorbello, cooperativa Arti Decorative Italiane
(Romeyne Robert Ranieri di Sorbello School, Arti Decorative Italiane Society)
(1904-1934)
Sede di svolgimento del corso: Perugia
Notizie storiche
Probabilmente la scuola che conferiva i prodotti ad Arti Decorative Italiane era quella abruzzese di Pescocostanzo. Ciò si evince da quanto riportato nel catalogo scritto in inglese: questa scuola di Tombolo, è una delle migliori esistenti in Italia, poiché l'esecuzione è ottima ed inoltre i disegni sono tratti da pregiati esempi di antiche collezioni provenienti dall'Abruzzo, dove tutti i disegni hanno una pecularietà (stile) notevole.
Premesso che i termini trine, merletti e pizzi sono sinonimi, il merletto a fuselli consiste in un merletto realizzato incrociando e intrecciando dei fili arrotolati da un capo, su dei fuselli e fissando il merletto, su un cuscino, man mano che si esegue per mezzo di spilli e spilloni. Si è a lungo discusso, se la tecnica del merletto a fuselli, ha avuto origini più antiche della tecnica del merletto ad ago o viceversa. E' poco probabile, poiché l'epoca in cui esse comparvero e si svilupparono, intorno al 1500, è la stessa. Come si è discusso a lungo, anche sulle origini territoriali della lavorazione, che è stata, dopo lunghe ricerche, definitivamente ricondotta in Italia - da cui si estese rapidamente in altri Paesi europei – e, più precisamente, a Venezia dove, agli albori del XVI secolo, si narrava una graziosa leggenda:
"Un giovane pescatore dell'Adriatico era fidanzato con la più bella ragazza delle isole della laguna. Tanto laboriosa che bella, la fanciulla gli confezionò una rete da pesca nuova ch'egli portò sulla sua barca. La prima volta che se ne servì, egli raccolse dal fondo del mare una bellissima alga pietrificata che si propose di donare alla sua fidanzata. Ma scoppiò la guerra che obbligò tutti i marinai a partire sulla flotta veneziana verso l'Oriente! La povera fanciulla pianse per la partenza del suo fidanzato e restò dei giorni interi a contemplare la bella alga che egli le aveva donato come pegno del suo amore. Guardando le splendide nervature, in fibra così leggera, ella iniziò ad intrecciare i fili che terminavano con un piccolo piombo che pendeva dalla sua rete: a poco a poco ella riprodusse con le sue abili ed agili dita, il modello amato sul quale i suoi occhi si posavano senza sosta. Alla fine ella riuscì: il merletto a piombini era stato inventato!"
In effetti, in Italia, i fuselli si chiamavano anche piombini, poiché in un primo momento, essi erano formati da piccoli lingotti di piombo. I fuselli, furono costruiti anche in osso e in avorio (e quindi in Italia chiamati ossi e in Inghilterra bones). Ma il termine più ricorrente in inglese è bobins: i fuselli sono, in effetti, dei piccoli rocchetti con un prolungamento a forma di manico per maneggiarli più facilmente. I fuselli utilizzati oggi, sono realizzati prevalentemente in legno e la grandezza varia a seconda del filato impiegato. Anche il numero dei fuselli occorrente per ogni lavorazione, varia in base al tipo di schema o disegno del merletto che si intende realizzare. Un oggetto indispensabile per la lavorazione del merletto a fuselli è il tombolo (cuscino imbottito) che può avere diverse forme tra cui: quella piatta o arrotondata, da tavolo od inserita in un supporto generalmente di legno. La forma, il colore e la grandezza del tombolo, variano a seconda del Paese di provenienza e del merletto da eseguire.
I disegni su cui si lavora il merletto a fuselli, sono schemi e modelli tracciati e punteggiati su carta, cartoncino o pergamena ben assemblati, affinché i fili, nel loro movimento di andare e venire (lateralmente da destra a sinistra e viceversa), non s'impiglino ad alcuna rugosità. I fori punteggiati sul cartoncino dove è impresso il disegno, indicano il posto dove si dovranno puntare gli spilli per fermare i punti.
Se si vuole ottenere un lavoro perfetto, occorre utilizzare anche un incannatoio, per avvolgere il filo sui fuselli, in maniera che tutti abbiano la stessa tensione. Il punteruolo con un grosso ago sulla punta, serve per trapuntare precedentemente il disegno sul cartoncino, prima di fissare gli spilli.
Fonte testi e immagini: G. Porpora, "Il Punto umbro nella collezione Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation"
G. Porpora, cofanetto pubblicitario blu per Arti Decorative Italiane, Perugia, 1999