Merletto di Orvieto, Trina d’Irlanda (Ars Wetana)

Orvieto, Porano e circondario di Terni

Sede di svolgimento del corso: Perugia

Notizie storiche
L'Ars Wetana era una società di patronato istituita nel 1907 per iniziativa di alcune nobili signore con lo scopo di "sviluppare un'altra branca del tanto vantato artigianato locale". L'art 2 dello Statuto Sociale recitava testualmente "La società si propone di svolgere l'attività di produzione e confezionamento di merletti e trine…con particolari richiami ornamentali del duomo di Orvieto". Nel pieno rispetto del programma statutario e prendendo spunto dalla trina di Irlanda, il merletto di Orvieto si è ispirato, nel disegno, ai girali fogliformi di edera, acanto e vite, squisitamente amalgamati nel motivo decorativo a ornato tra arabeschi e tralci sinuosi, della facciata del duomo di Orvieto. La società chiuse nel 1974 e da allora, nel tentativo di dare un nuovo impulso all'attività artigianale del merletto, in Orvieto, sono stati istituiti due corsi di formazione professionale: il primo, nella metà degli anni Settanta, organizzato dall'Amministrazione Comunale, nel quadro di un programma di promozione delle attività artigianali avviato dalla regione dell'Umbria, il secondo istituito nel 1999 dalle Suore Domenicane dell'Istituto del SS. Salvatore, dove l'insegnante fu la signora Velia Pollegioni, una delle ultime lavoranti dell’Ars Wetana. Il merletto di Orvieto si esegue in diverse fasi, utilizzando uncinetto e filo di cotone sottilissimo: disegno su carta, riporto del disegno su tela preferibilmente a trama fitta, esecuzione dell'ornato in base al disegno, applicazione dell'ornato alla tela, imbastitura, applicazione, nell'ordine, delle puntine ed esecuzione dei tondini, esecuzione del fondo, rimozione dell'imbastitura e stiratura. L'effetto a rilievo che distingue il merletto di Orvieto, è dato da particolari attrezzi in ferro, somiglianti a punteruoli con la punta arrotondata, precedentemente riscaldati e da una perfetta inamidatura che, un tempo, veniva eseguita immergendo un batuffolo di cotone in una soluzione di gomma arabica. Tra le figure di spicco, che hanno contribuito con la loro creatività e l'alto livello artistico, a mantenere viva la tradizione del merletto di Orvieto, si collocano: la signorina Clara Paragiani, ultima direttrice dell'Ars Wetana, dove assolveva anche il compito di consulente esperta; la signora Luisa Geremei Pettinelli, abile disegnatrice e pittrice, a cui si devono opere raffinatissime, di elevato valore artistico, oggi custodite nel Palazzo comunale, tra cui il Gonfalone della città, e per cui fu insignita dell'onorificenza di Cavaliere della Repubblica; la signora Maria Luigia Moretti, che dopo aver appreso l'arte del merletto dalla madre, nel 1980 iniziò un'attività autonoma iscrivendosi all'Albo dell'Artigianato e caratterizzando l'ornato delle sue opere, apprezzate anche all'estero, mediante l’utilizzo di un filo sottilissimo che conferisce loro un particolare effetto di leggerezza. Oggi, l'ultrasettantenne Velia Pollegioni, prosegue nella produzione di meravigliosi capolavori che si distinguono per originalità, bellezza, finezza e tecnica di esecuzione dovuti sia all’ineguagliabile abilità dell'anziana maestra , sia al sottilissimo e rarissimo filo utilizzato.

Fonte testi e immagini: G. Porpora, "Il Punto umbro nella collezione Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation"
G. Porpora, cofanetto pubblicitario blu per Arti Decorative Italiane, Perugia, 1999