ARTI DECORATIVE ITALIANE


facebook
arti decorative italiane (1).jpeg

Mappa del sito

  • HOME
  • DOCUMENTI
  • FORMAZIONE
  • ATTESTATO
  • SOCI
  • SPORTELLO DEL CITTADINO
  • LEGGI E DECRETI
  • PUBBLICAZIONI
  • BANDI E CONCORSI
  • ARCHIVIO
  • MUSEO VIRTUALE
  • SPONSOR
  • BLOG

 

ARTI DECORATIVE ITALIANE ®

 

Associazione Professionale Insegnanti di Ricamo, Merletto e Arti Tessili Italiane. 

Centro Internazionale di Formazione, Studi e Ricerche, Editoria Specializzata

Via delle Ghiande 110/A, 06125 Perugia

Aggiungi ai preferiti

Segnala ad un amico

info@artidecorativeitaliane.it

 

3401651208 - (0)75 5899894

Stampa

P.IVA 94155900544

 

2015 Geneviève  Porpora
 

1Minutesite © by Sintra Consulting Srl - Disclaimer -

Il principio dell'Ornamento,

è la base di tutte le forme d'arte.

Claude Debussy

Le Arti Decorative. Definizione

Le ARTI DECORATIVE (o ARTI MINORI), catalogate per tecnica e facenti parte della categoria delle ARTI APPLICATE, sono una serie di discipline artistiche figurative di cui fanno anche parte i Ricami, i Merletti e altre Arti Tessili.

Ciò premesso, due sono le figure professionali riconducibili alle ARTI DECORATIVE: 

 

1)  il MASTRO (domne, discepolo inteso come “operio specializzato, artigiano provetto che guida e dirige altri artigiani non ancora specializzati”), che produce e vende i propri manufatti e quindi svolge un’attività economico-artigianale-imprenditoriale tutelata dalle Associazioni di Categoria con regolamenti e legislazioni proprie;

 

2) il MAESTRO (Magister, Domine, Sapiente, inteso come “conoscitore profondo di una qualche disciplina che egli possiede integralmente e che è in grado di INSEGNARE agli altri nella maniera più proficua”), che NON PRODUCE MANUFATTI e quindi NON SVOLGE un’attività economico-artigianale-imprenditoriale, bensì ESCLUSIVAMENTE INTELLETTUALE come quella che svolgono gli associati dell'ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE ARTI DECORATIVE ITALIANE ®.  

 

In ragione di ciò è dunque la figura moderna attualizzata di INSEGNANTE (o FORMATORE) (paragonabile al MAGISTER con riferimento al mondo romano con il significato di “maestro, capo, comandante”) che decide quando il discepolo (MASTRO) è pronto per avviare la sua attività, avendo esaurito tutti i suoi insegnamenti.

​La differenza può sembrare “sottile” ma è di fondamentale importanza per comprendere l'ottica di chi ha promulgato la Legge 14 Gennaio 2013. Disposizioni in materia di professioni non organizzate e segg. circolari (di seguito L. 4/2013):

 

- il lavoro intellettuale di questi MAESTRI-INSEGNANTI che tramandano i propri saperi, è riconducibile alle PROFESSIONI NON REGOLAMENTATEovvero a quelle che non hanno un proprio ORDINE PROFESSIONALE specifico di riferimento

 

Da queste premesse appare chiaro che NOI NON CI OCCUPIAMO DI ARTIGIANATO e che i nostri SOCI-INSEGNANTI svolgono esclusivamente un'attività intellettuale.

 

Tuttavia, prima di procedere, per una migliore comprensione di chi legge, è opportuno chiarire quali professionisti fanno parte di un  ORDINE PROFESSIONALE, e quindi non rientrano nelle professioni non regolamentate della suddetta L. 4/2013:

 

"Gli ORDINI PROFESSIONALI rappresentano forme di autogoverno dei professionisti (ingegneri, avvocati, architetti, medici, commercialisti ecc.) riconosciute dalla legge che hanno lo scopo di garantire la qualità di attività e mansioni svolte dai professionisti stessi. A ogni ORDINE lo Stato affida il compito di tenere aggiornato l’ALBO con gli iscritti e di produrre un codice deontologico cui gli iscritti stessi devono attenersi". Va da sè, dunque, che l'appartenenza a un ORDINE è subordinata al titolo di studio di LAUREA o equipollente.


Dato per scontato l'assunto, per quanto riguarda quindi le PROFESSIONI NON REGOLAMENTATE DA ORDINI PROFESSIONALI O COLLEGI (ovvero senza Albo), in Italia trovano appunto una propria disciplina di riferimento nella già citata L. 4/2013.

L’Italia ha adeguato così, nel mondo delle professioni, la legislazione ai mutamenti degli ultimi decenni rispondendo agli stimoli arrivati in questo senso dall’Unione Europea.

La L. 4/2013 parte dalla definizione delle professioni non ordinistiche per regolamentarne poi la formazione di associazioni professionali, la qualificazione della prestazione professionale, il sistema di attestazione, la certificazione prevedendo altresì la possibilità di riunirsi in associazioni professionali.

 

In sintesi la L. 4/2013, dunque, definisce le Professioni non regolamentate nel seguente modo (art. 7, comma 2):

 

"L’attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in Albi o elenchi ai sensi dell’articolo 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative". 

 

 

 

 

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder